I cinque criteri per scegliere
Ammortizzazione
Indica quanto materiale c'è tra piede e asfalto, cioè lo spessore dell'intersuola (stack). Più ammortizzazione vuol dire più protezione nelle uscite lunghe e per chi pesa di più; meno vuol dire più sensibilità e reattività. Per chi inizia, una scarpa con ammortizzazione media o alta è la scelta più tollerante.
Drop
È la differenza di altezza tra tallone e avampiede, in millimetri. Un drop alto (8-12 mm) accompagna chi appoggia di tallone e chi soffre al tendine d'Achille o ai polpacci; un drop basso (0-6 mm) carica di più polpacci e tendine. Se siete abituati a un drop, cambiatelo per gradi.
Pronazione e stabilità
La pronazione è il normale movimento del piede che ruota verso l'interno dopo l'appoggio. Le scarpe neutre vanno bene per la maggior parte dei runner; quelle stabili hanno elementi che limitano una rotazione eccessiva. Se avete dubbi, un negozio specializzato o un podologo possono osservare la vostra corsa.
Peso
Una scarpa leggera fa sentire più agili, ma di solito offre meno protezione e dura meno. Per l'allenamento quotidiano qualche grammo in più non è un problema.
Terreno
Le scarpe da strada hanno suole lisce, pensate per asfalto e sterrati compatti. Per sentieri, fango e sassi servono scarpe da trail, con tasselli e protezioni: le trovate nella guida alle scarpe trail running.
I tipi di scarpa da running
| Tipo | A cosa serve | Per chi |
|---|---|---|
| Daily trainer | Uscite quotidiane, lunghi lenti, la maggior parte dei chilometri | Tutti, principianti compresi |
| Stabile | Come la daily trainer, con più sostegno mediale | Chi ha una pronazione marcata o cerca un appoggio più guidato |
| Tempo / allenamento veloce | Ripetute, ritmo gara, gare su strada; spesso con piastra in nylon o plastica | Chi corre già con regolarità e fa sedute di qualità |
| Carbon plate (da gara) | Gare su strada; piastra in carbonio e schiume molto reattive | Runner esperti, per poche uscite selezionate |
| Trail | Sentieri, sterrati, montagna | Chi corre fuori strada |
Chi corre tre volte a settimana può vivere benissimo con una sola daily trainer. Una seconda scarpa ha senso quando si aggiungono sedute veloci o una preparazione per la maratona.
Modelli di riferimento
Trasparenza: i link «Cerca su Amazon» sono link di affiliazione. Se acquistate dopo averli cliccati possiamo ricevere una piccola commissione, senza costi per voi. Non abbiamo ricevuto prodotti né compensi dai marchi citati. Dettagli nelle note legali.
Abbiamo scelto linee di scarpe presenti da anni sul mercato e i dati verificabili delle ultime versioni recensite (ottobre 2026). Ogni linea viene aggiornata più o meno una volta all'anno: controllate sempre le caratteristiche della versione in vendita.
Brooks Ghost (daily trainer neutra)
Una delle scarpe più consigliate a chi comincia, per l'equilibrio tra morbidezza e stabilità. Nella versione 18 ha un drop di 10 mm e intersuola DNA Loft v3; la linea è prodotta anche in calzate larghe.
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Hoka Clifton (daily trainer molto ammortizzata)
Scarpa da allenamento con molta ammortizzazione e peso contenuto per la categoria. Con la versione 10 il drop è passato da 5 a 8 mm, un cambio pensato anche per chi appoggia di tallone.
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ASICS Novablast (daily trainer reattiva)
Morbida e con un rimbalzo marcato, adatta anche a qualche uscita più veloce. Dalla versione 5 usa la schiuma FF Blast Max, con drop di 8 mm; è meno stabile di una Ghost.
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ASICS Gel-Kayano (stabile)
Riferimento storico tra le scarpe stabili, con piattaforma larga e sostegno sul lato interno. La versione 32 ha abbassato il drop a 8 mm, dai 10 mm della precedente. È pesante rispetto a una neutra.
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Saucony Endorphin Speed (tempo)
Scarpa per ripetute e ritmo gara, usata da molti anche in maratona. Ha una piastra in nylon al posto del carbonio e un drop di 8 mm nella versione 5: più comoda e tollerante di una scarpa da gara pura.
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Nike Vaporfly (carbon plate)
La scarpa che ha aperto la stagione delle super scarpe da strada. La versione 4 abbina schiuma ZoomX e piastra in carbonio Flyplate a tutta lunghezza, con drop di 6 mm. È pensata per le gare: per l'allenamento quotidiano conviene una daily trainer.
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Come provarle e quando cambiarle
- Provatele nel pomeriggio, quando il piede è un po' più gonfio, con le calze che usate per correre.
- Davanti all'alluce deve restare circa un dito di spazio.
- Scegliete per comodità al primo utilizzo: una scarpa che stringe in negozio non migliora con i chilometri.
- Cambiatele quando l'intersuola appare schiacciata o la suola è consumata, o quando compaiono fastidi nuovi a parità di allenamento.
- Rodate sempre le scarpe nuove prima di usarle in gara.
Se avete appena iniziato, partite dalla guida su come iniziare a correre: le prime settimane richiedono una sola scarpa comoda.
Domande frequenti
Quali sono le migliori scarpe running per principianti?
Per chi comincia la scelta più sicura è una daily trainer neutra con ammortizzazione media o alta e drop intorno agli 8-10 mm, come le linee Brooks Ghost o Hoka Clifton. Più del modello conta la calzata: provate più scarpe e scegliete quella comoda da subito, senza punti di pressione.
Che cos'è il drop di una scarpa da corsa?
Il drop è la differenza di altezza tra tallone e avampiede, misurata in millimetri. Un drop alto, da 8 a 12 mm, scarica il tendine d'Achille e accompagna chi appoggia di tallone. Un drop basso carica di più polpacci e tendini. I cambiamenti di drop vanno fatti gradualmente.
Le scarpe con piastra in carbonio servono a un amatore?
Possono rendere la corsa più economica in gara, ma costano molto, durano meno di una scarpa da allenamento e richiedono una buona tecnica e caviglie stabili. Per un amatore che corre tre volte a settimana sono un acquisto da valutare solo dopo aver già una buona daily trainer.
Come capire se ho bisogno di una scarpa stabile?
La maggior parte dei runner corre bene con scarpe neutre. Se le vostre scarpe si consumano molto sul lato interno o avete fastidi ricorrenti a ginocchia e caviglie, fate osservare la vostra corsa in un negozio specializzato o da un podologo prima di scegliere una scarpa stabile.
Ogni quanto vanno cambiate le scarpe da running?
Non esiste un numero valido per tutti: dipende da peso, appoggio, terreno e modello. Il segnale migliore è l'usura visibile della suola e dell'intersuola, insieme alla comparsa di fastidi nuovi senza aver cambiato l'allenamento. Annotare i chilometri percorsi con ogni paio aiuta a riconoscere il momento giusto.